Bruno Walter : Don Giovanni, a cenar teco (Mozart) - 1942 Metropolitan Opera - Ezio Pinza, Norman Cordon
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Don Giovanni, ou il dissoluto punito (Don Juan ou le châtiment du débauché), "dramma giocoso" (opéra bouffe) en deux actes, K 527 (Prague, 1787)
Livret de Lorenzo Da Ponte
Ezio Pinza (Don Giovanni)
Alexander Kipnis (Leporello)
Jarmila Novotná (Donna Elvira)
Rose Bampton (Donna Anna)
Charles Kullman (Don Ottavio)
Bidù Sayão (Zerlina)
Mack Harell (Masetto)
Norman Cordon (Le Commandeur)
Chœur & Orchestre du Metropolitan Opera
Direction Bruno Walter 1942
LA STATUA:
Don Giovanni, a cenar teco
M'invitasti e son venuto!
DON GIOVANNI:
Non l'avrei giammai creduto;
Ma farò quel che potrò.
Leporello, un altra cena
Fa che subito si porti!
LEPORELLO
(facendo capolino di sotto alla tavola):
Ah padron! Siam tutti morti.
DON GIOVANNI
(tirandolo fuori):
Vanne dico!
LA STATUA
(a Leporello che è in atto di parlare):
Ferma un po'!
Non si pasce di cibo mortale
chi si pasce di cibo celeste;
Altra cure più gravi di queste,
Altra brama quaggiù mi guidò!
LEPORELLO:
(La terzana d'avere mi sembra
E le membra fermar più non so.)
DON GIOVANNI:
(Parla dunque! Che chiedi! Che vuoi?
LA STATUA:
Parlo; ascolta! Più tempo non ho!
DON GIOVANNI:
Parla, parla, ascoltandoti sto.
LA STATUA:
Tu m'invitasti a cena,
Il tuo dover or sai.
Rispondimi: verrai
tu a cenar meco?
LEPORELLO
(da lontano, sempre tremando):
Oibò;
tempo non ha, scusate.
DON GIOVANNI:
A torto di viltate
Tacciato mai sarò.
LA STATUA:
Risolvi!
DON GIOVANNI:
Ho già risolto!
LA STATUA:
Verrai?
LEPORELLO
(a Don Giovanni):
Dite di no!
DON GIOVANNI:
Ho fermo il cuore in petto:
Non ho timor: verrò!
LA STATUA:
Dammi la mano in pegno!
DON GIOVANNI
(porgendogli la mano):
Eccola! Ohimé!
LA STATUA:
Cos'hai?
DON GIOVANNI:
Che gelo è questo mai?
LA STATUA:
Pentiti, cangia vita
È l'ultimo momento!
DON GIOVANNI
(vuol sciogliersi, ma invano):
No, no, ch'io non mi pento,
Vanne lontan da me!
LA STATUA:
Pentiti, scellerato!
DON GIOVANNI:
No, vecchio infatuato!
LA STATUA:
Pentiti!
DON GIOVANNI:
No!
LA STATUA:
Sì!
DON GIOVANNI:
No!
LA STATUA:
Ah! tempo più non v'è!
(Fuoco da diverse parti,
il Commendatore sparisce,
e s'apre una voragine.)
DON GIOVANNI:
Da qual tremore insolito
Sento assalir gli spiriti!
Dond'escono quei vortici
Di foco pien d'orror?
CORO di DIAVOLI
(di sotterra, con voci cupe):
Tuo a tue colpe è poco!
Vieni, c'è un mal peggior!
DON GIOVANNI:
Chi l'anima mi lacera?
Chi m'agita le viscere?
Che strazio, ohimè, che smania!
Che inferno, che terror!
LEPORELLO:
(Che ceffo disperato!
Che gesti da dannato!
Che gridi, che lamenti!
Come mi fa terror!)
(Cresce il fuoco, compariscono diverse furie,
s'impossessano di Don Giovanni
e seco lui sprofondano.)

